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Utente: tersite31
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Uno così all'antica, ma così all'antica che dice "pausa caffè" piuttosto che dire "coffee break", un volgarissimo "alla cazzo" al posto di "random" e scrive ancora "che" con "ch" al posto della "K"
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venerdì, agosto 31, 2007

IL LIMITE ULTIMO

Se mi diagnosticassero un male degenerativo e incurabile, pronto a consumarmi a poco a poco, non so come reagirei. 

Forse cadrei in depressione. Forse sceglierei di vivere intensamente la vita fino al limite ultimo consentito dalle mie energie fisiche e intellettuali. E, raggiunto quel 'limite ultimo', non so nemmeno se sarei in grado, se avrei il coraggio di impedire che sia il male a portarmi via. Non so se avrei il coraggio di anticiparlo.

  Ma forse  (pensiero emerso da una riflessione con un caro amico) è vero che ognuno ha un suo personalissimo "limite ultimo", che in alcuni casi non coincide con l'immaginazione anche delle persone più vicine.

Solo che il drammatico coraggio di una scelta definitiva,  per quanto ci si sforzi di capire, è faticoso da accettare.

postato da: tersite31 alle ore 14:55 | Link | commenti (8)
categoria:pensieri, piccoli brividi
mercoledì, agosto 29, 2007

Il modello americano

Un' arrogante  miliardaria statunitense  venuta a mancare ha lasciato gran parte della propria eredità al suo cane.

Ora capisco perchè Fede e Bondi esaltano così tanto il modello americano...

postato da: tersite31 alle ore 17:55 | Link | commenti (6)
categoria:attualita, nugae
mercoledì, agosto 29, 2007

Ho bisogno di un lavavetri

Ho bisogno di un lavavetri perchè ho le idee un po' appannate...

Siccome mi sento di sinistra mi urta un provvedimento che colpisce i più deboli.

Siccome mi sento di sinistra penso che l'elemosina non risolva il problema esistenziale di chi la riceve ma solo il problema di coscienza di chi decide di farla.

Siccome mi sento di sinistra credo che i problemi siano a monte.

Siccome mi sento di sinistra credo che il fatto che i problemi siano a monte non debba diventare uno slogan per giustificare che non si sappia cosa fare di fronte alla manifestazione degli effetti di quei problemi a valle.

Siccome mi sento di sinistra non sopporto l'automobilista che manda gratuitamente a cagare una persona appena si avvicina al semaforo

Siccome mi sento di sinistra non sopporto nemmeno la violenza di alcuni lavavetri.

Siccome mi sento di sinistra non credo che dire "tolleranza zero" risolva il problema

Siccome mi sento di sinistra mi incazzo quando un lavavetri, se vede una donna da sola al volante, si sente autorizzato a imporsi con una forma di violenza superiore alla norma.

Siccome mi sento di sinistra non sono così razzista da credere che un individuo in difficoltà, da qualsiasi area del mondo provenga debba avere meno diritti o debba essere trattato di merda senza comprensione per le sue difficoltà.

Siccome mi sento di sinistra non sono nemmeno così razzista da diventare giustificazionista credendo che le difficoltà diano un bonus-illegalità o un bonus-arroganza.

Insomma... Quella del Comune di Firenze forse non è una soluzione, non risolve il problema legato alla povertà, alla criminalità, al racket, forse non affronta il fenomeno immigrazione...

Ma questa volta non riesco a indignarmi. 

postato da: tersite31 alle ore 16:27 | Link | commenti (12)
categoria:pensieri, politica, attualita
martedì, agosto 28, 2007

A un amico

Con un amico una sera a parlare d'amore, di morte e di altre sciocchezze. Una bella sera. Una dedica doverosa.

 

Il primo amore (G. Leopardi)

 

Tornami a mente il dì che la battaglia

D'amor sentii la prima volta, e dissi:

Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!

Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi,

Io mirava colei ch'a questo core

Primiera il varco ed innocente aprissi.

Ahi come mal mi governasti, amore!

Perché seco dovea sì dolce affetto

Recar tanto desio, tanto dolore?

E non sereno, e non intero e schietto,

Anzi pien di travaglio e di lamento

Al cor mi discendea tanto diletto?

Dimmi, tenero core, or che spavento,

Che angoscia era la tua fra quel pensiero

Presso al qual t'era noia ogni contento?

Quel pensier che nel dì, che lusinghiero

Ti si offeriva nella notte, quando

Tutto queto parea nell'emisfero:

Tu inquieto, e felice e miserando,

M'affaticavi in su le piume il fianco,

Ad ogni or fortemente palpitando.

E dove io tristo ed affannato e stanco

Gli occhi al sonno chiudea, come per febre

Rotto e deliro il sonno venia manco.

Oh come viva in mezzo alle tenebre

Sorgea la dolce imago, e gli occhi chiusi

La contemplavan sotto alle palpebre!

Oh come soavissimi diffusi

Moti per l'ossa mi serpeano, oh come

Mille nell'alma instabili, confusi

Pensieri si volgean! qual tra le chiome

D'antica selva zefiro scorrendo,

Un lungo, incerto mormorar ne prome.

E mentre io taccio, e mentre io non contendo,

Che dicevi, o mio cor, che si partia

Quella per che penando ivi e battendo?

Il cuocer non più tosto io mi sentia

Della vampa d'amor, che il venticello

Che l'aleggiava, volossene via.

Senza sonno io giacea sul dì novello,

E i destrier che dovean farmi deserto,

Battean la zampa sotto al patrio ostello.

Ed io timido e cheto ed inesperto,

Ver lo balcone al buio protendea

L'orecchio avido e l'occhio indarno aperto,

La voce ad ascoltar, se ne dovea

Di quelle labbra uscir, ch'ultima fosse;

La voce, ch'altro il cielo, ahi, mi togliea.

Quante volte plebea voce percosse

Il dubitoso orecchio, e un gel mi prese,

E il core in forse a palpitar si mosse!

E poi che finalmente mi discese

La cara voce al core, e de' cavai

E delle rote il romorio s'intese;

Orbo rimaso allor, mi rannicchiai

Palpitando nel letto e, chiusi gli occhi,

Strinsi il cor con la mano, e sospirai.

Poscia traendo i tremuli ginocchi

Stupidamente per la muta stanza,

Ch'altro sarà, dicea, che il cor mi tocchi?

Amarissima allor la ricordanza

Locommisi nel petto, e mi serrava

Ad ogni voce il core, a ogni sembianza.

E lunga doglia il sen mi ricercava,

Com'è quando a distesa Olimpo piove

Malinconicamente e i campi lava.

Ned io ti conoscea, garzon di nove

E nove Soli, in questo a pianger nato

Quando facevi, amor, le prime prove.

Quando in ispregio ogni piacer, né grato

M'era degli astri il riso, o dell'aurora

Queta il silenzio, o il verdeggiar del prato.

Anche di gloria amor taceami allora

Nel petto, cui scaldar tanto solea,

Che di beltade amor vi fea dimora.

Né gli occhi ai noti studi io rivolgea,

E quelli m'apparian vani per cui

Vano ogni altro desir creduto avea.

Deh come mai da me sì vario fui,

E tanto amor mi tolse un altro amore?

Deh quanto, in verità, vani siam nui!

Solo il mio cor piaceami, e col mio core

In un perenne ragionar sepolto,

Alla guardia seder del mio dolore.

E l'occhio a terra chino o in sé raccolto,

Di riscontrarsi fuggitivo e vago

Né in leggiadro soffria né in turpe volto:

Che la illibata, la candida imago

Turbare egli temea pinta nel seno,

Come all'aure si turba onda di lago.

E quel di non aver goduto appieno

Pentimento, che l'anima ci grava,

E il piacer che passò cangia in veleno,

Per li fuggiti dì mi stimolava

Tuttora il sen: che la vergogna il duro

Suo morso in questo cor già non oprava.

Al cielo, a voi, gentili anime, io giuro

Che voglia non m'entrò bassa nel petto,

Ch'arsi di foco intaminato e puro.

Vive quel foco ancor, vive l'affetto,

Spira nel pensier mio la bella imago,

Da cui, se non celeste, altro diletto

Giammai non ebbi, e sol di lei m'appago.

                               Donna (U.Saba)

               Quand'eri
               giovinetta pungevi
               come una mora di macchia. Anche il piede
               t'era un'arma, o selvaggia. 

              Eri difficile a prendere.
              Ancora
              giovane, ancora
              sei bella. I segni
              degli anni, quelli del dolore, legano
              l'anime nostre, una ne fanno. E dietro
              i capelli nerissimi che avvolgo
             alle mie dita, più non temo il piccolo
             bianco puntuto orecchio demoniaco.

 

postato da: tersite31 alle ore 12:34 | Link | commenti (1)
categoria:poesia
lunedì, agosto 27, 2007

La bella Politica (mi sto qualunquizzando-parte2)

La maggioranza di governo, il dibattito interno,  Sinistra Democratica, il Partito democratico, la corsa al centro, la corsa alle primarie, le candidature secondarie,  le alleanze variabili,  i vecchi notabili, sinistra alternativa, sinistra radicale, viva l'internazionale, cambiamo la Biagi, modifichiamo la Biagi, superiamo la Biagi, è tornato Enzo Biagi, l'unità socialista, i nostalgici di Mussi, i nostalgici dei russi,  sinistra europea, il Piesseè, o con Boselli o con me,  il tesoretto dove lo metto, votiamo Veltroni, siam tutti più buoni...

e poi...

 I lavori del parlamento, nelle piazze il movimento, fanculo a caruso, il rosso in disuso, evviva i teodem, c'è anche il polo laico, la messa in latino e poi in aramaico, i verdi e Pannella, il centro di Mastella, quello di casini, l'udc e i suoi festini, la famiglia sacra, la sacra famiglia, se tu approvi i Pacs io irrompo coi Nocs, San Marco Travaglio che mai fa uno sbaglio, fustigar è un assillo, con lui  Beppe Grillo, i comunisti italiani, Bondi e Schifani, la cidielle, la sempiterna cielle, Bossi e il fucile, il dottor sottile, la legge elettorale, alleanza nazionale, Silvio Berlusconi, gli elettori coglioni

e poi...

 Michela Vittoria Brambilla e la Cdl brilla, la grande rivolta fiscale, il severo monito del Quirinale, il deficit  che è sempre enorme, l'accordo per le riforme, L'opposizione intransiggente, l'opinione dellaggente, il problema sicurezza, la Campania e la monnezza, lo strappo di Dipietro, l'editoriale di Belpietro, la nuova destra sociale, due neofascisti e un maiale...

...e non ci si può nemmeno consolare con l'Inter!!! 

postato da: tersite31 alle ore 19:03 | Link | commenti (5)
categoria:attualita, intolleranza, scostume
giovedì, agosto 23, 2007

Un Amore sospetto

Martedì 21 agosto, attorno alle 18.30, non avendo ancora espletato la mia quotidiana funzione corporale, prima di avventarmi sulle prugne, ho provato a vedere l'edizione serale di Studio Aperto.

A tenere banco, ovviamente, il delitto di Garlasco. Cronaca, aneddoti ricostruzioni e poi... un servizio che si interroga e cerca di capire che tipo di amore fosse quello tra Alberto Stasi e la vittima.

Non so se  il ragazzo sia colpevole e non mi interessa.

Mi interessa un servizio in quanto tale; l'ultimo in questa sequenza, firmato da Anna Maria Broggiato.

Una che probabilmente, purtroppo,  è giornalista professionista. Una che ha scoperto da quattro giorni che a Garlasco esiste un Alberto Stasi,  che era assieme a una tal Chiara Poggi, ma che ci racconta il loro amore. E lo giudica!

"Un amore strano, un amore povero, un povero amore" dice  Anna Maria Broggiato.

Questo perchè era un "amore da sabato e domenica", "mai a sfinirsi di baci e di passione" mai "a bruciarsi d'amore". Trova conferma Anna Maria Broggiato, anche nell'ultima sera che i due hanno trascorso assieme: "lui si era portato il computer da lei e scriveva la tesi"  mentre lei guardava la TV, "senza un abbraccio, senza tenerezze". E la domanda che sorge spontanea è... Ma che cazzo ne sa di abbracci e tenerezze di quella sera Anna Maria Broggiato? Era lì? E' una guardona?

Ma la cosa che indigna di più Anna Maria Broggiato è che  Alberto sia andato a casa a dormire.

Forse se si fosse fermato approfittando dell'assenza dei genitori per cavalcarla tutta la notte nitrendo come un equino impazzito, sfinendola di baci appunto, bruciandola di passione sarebbe stato meno strano, un po' meno sospetto...

 Forse è per questo che  Anna Maria Broggiato si permette, impunita,  l'inaudita  violenza di giudicare e di proporre agli spettatori il suo giudizio su una relazione di quattro anni sulla base di quattro stronzate e due supposizioni.

Ma forse ha ragione lei! In un'epoca in cui i modelli vincenti sono due tronisti e quattro baldracche, un amore, forse soltanto mite, è un amore povero, un amore sospetto.

 

 

postato da: tersite31 alle ore 12:35 | Link | commenti (12)
categoria:attualita, intolleranza, scostume
giovedì, agosto 02, 2007

Esplosioni di gioia

"Sono rimasto felicemente impressionato dalla grande gioia che ha coinvolto l'Iraq per la vittoria calcistica nella coppa d'Asia" (...)"Una buona notizia che ha generato un'esplosione popolare di gioia in tutto il Paese".

Benedetto XVI

postato da: tersite31 alle ore 11:11 | Link | commenti (3)
categoria:attualita

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