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Utente: tersite31
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Uno così all'antica, ma così all'antica che dice "pausa caffè" piuttosto che dire "coffee break", un volgarissimo "alla cazzo" al posto di "random" e scrive ancora "che" con "ch" al posto della "K"
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giovedì, febbraio 26, 2009

Singolare e Plurale

Benedetto XVI

pap

Benedetti sedicesimi!

wm

postato da: tersite31 alle ore 23:11 | Link | commenti (1)
categoria:interismi, attualita
mercoledì, febbraio 25, 2009

Profana tragedia /Canto7

Dell’ingresso nel palazzo e delle sue gerarchie. Di ciò che non si può sapere. Di quelli che non contano nulla, del terribile avvoltoio e di ciò ciò che accade nel palazzo al cambio di governo.

 

Un vento forte spalancò le porte

e ci sospinse dentro nel Palazzo

in cui entrar sol lice all'uomo forte.

 

“Quivi dimora chi più sta in sollazzo

nel  tempo suo di quanto inver non stia

a riverir alcun come pupazzo ,

 

che più di lui sia in alto in gerarchia.

Perchè se pur appare assai influente,

tanta di questa allegra fetenzia

 

comunque ha da servir un più potente

come al Signor è solito il vassallo”.

Così Saverio  fecemi sapiente.

 

“Sommo maestro con la mente in stallo

i' mi ritrovo dopo del tuo dire.

Dimmi acciocchè i' non rimanga in fallo:

 

se chi sta qui ha pur da riverire

un che più in alto sta di lui nel seggio,

V’è mai qualcun  che può in grado salire?

 

Oppur, c'è un di cui tutti son peggio?

Un che non abbia mai da chieder scusa

e che giammai sia oggetto di dileggio?”.

 

E lui a me “Non far come chi abusa

nelle domande e per malo vizio

d'utilizzar la mente sua ricusa.

 

Del nostro viaggio questo è sol l'inizio

risposte avrai circa il palazzo ameno,

vera cagion d'italico supplizio,

 

non certo qui che siamo al pian terreno,

ma in luogo in cui l'entrar non è concesso

ad alcun giudice ed a me nemmeno.

 

Perciò trarrotti sol fin all'ingresso

Del piano alto in cui viene  deciso

chi ha da gioir, chi dev' esser oppresso

 

chi sotto un ponte a Londra viene ucciso

chi salta in treno, in piazza o, con più stile,

a chi un caffè spegner deve il sorriso.

 

Altri ti mostrerà la razza vile

di cui “Io so” scrisse un intellettuale

che smise di saper su un arenile”.

 

“Tu che con il celar sì grande male

come chi tanto sa ma poco dice,

disturbo crei nell'area duodenale,

 

Almeno dimmi chi sarà Beatrice

che temo, se si tien la proporzione,

che più che angelica sia meretrice”.

 

Ei non rispose alla provocazione

Ma con lo sguardo assai commiserante

Guardommi come guardasi un coglione.

 

Andando i’non saprei ridire quante

porte trovai nel lungo corridoio,

ma dopo mille ancor ne contai tante

 

sì che al pensiero ancora io m’annoio.

Ognuna i nomi avea di funzionari,

marchiati sopra grezze targhe in cuoio,

 

di assessori e di parlamentari

di maggioranza e più d’opposizione

di manager d’azienda o d’enti vari

 

di faccendieri attenti a un’occasione.

“Oh Duca mio” diss’io senz’imbarazzo

È forse in me fallace convinzione

 

Oppur chi è qui non conta più d’un cazzo?”

“Il tuo parlar i’ lo somiglio ai ragli”,

il grezzo mio parlar lo fè paonazzo,

 

“ma nel farneticar  qui non ti sbagli!

Quivi stan quei  portati dall’invidia

di quelli fuori  e dai loro abbagli.

 

Qui non s’ha da temer alcuna insidia

e nulla c’è che ti serva vedere;

ben altri sono i luoghi in cui perfidia

 

alberga e s’ammoglia col potere”.

Poi tacque e camminò sì lesto e fiero

Che a stento il passo suo riuscii a tenere,

 

finchè d’un tratto un avvoltoio nero

m’accolse orrendo ed io d’esser capace

di proseguire dubitai davvero.

 

Provò a calmarmi  il Duca “Il rapace

per cui tanto forte timor t’assale

marmoreo è  ed all’ingresso giace

 

dell’imponente androne con le scale

che recan là fin dove sta chi abusa

del poter suo e sa come far male”.

 

E mentre per fuggir cercavo scusa

anticipommi, sommo il suo disgusto,

inviso  in viso e in voce sua delusa,

 

sì che m’astenni , quando un gran trambusto

fece tremare  ogni cosa all’interno,

perfin dell’animal il tetro busto.

 

Il pio Saverio con fare paterno

Spiegommi la normale oscillazione

che avviene ad ogni cambio di governo.

 

A stento sol trattenni  l’emozione; 

e  come quei che nuova cosa vede

e per capir vuol delucidazione,

 

m’accinsi  quindi  a far come chi chiede,

ma già il Maestro intese la domanda

“Or tu vedrai cader chi il posto cede

 

poi che l’urna ha deciso chi comanda.

La Nera forza che guida il palazzo

or gli sconfitti in palude manda

 

e son già pronti a entrar per il rimpiazzo

 i servi della vincitrice fede;

ma  sol nei piani bassi è lo schiamazzo

 

chè in alto v’ è chi mai la crisi lede;

ci son due che son lì ancor da Benito

e spesso al padre il figlio là succede.

 

 

E svenni, più sdegnato che stupito.

postato da: tersite31 alle ore 20:50 | Link | commenti
categoria:profana tragedia
giovedì, febbraio 19, 2009

Due pesi e due misure

La CEI, che oggi non aveva linee politiche da dettare al premier, ha pensato bene di intervenire criticando la mediocrità di San Remo. Tace costantemente, invece, sulla volgarità imbarazzante del Grande fratello.

Ovvio

 Il Grande Fratello è mediaset. E non lo si può toccare.

San Remo è invece Rai, e non ci si può nemmeno toccare...

postato da: tersite31 alle ore 18:25 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, attualita, intolleranza, immoralismi
mercoledì, febbraio 11, 2009

Io sono peggiore di Beppino Englaro

Io sono peggiore di Beppino Englaro.

Beppino Englaro è un uomo dalla cui nobiltà devo imparare.

Perchè all'uomo che gli ha dato di fatto dell'assassino, all'uomo che gli ha detto che voleva solo togliersi un fastidio, all'uomo che si proponeva come un miglior padre per sua figlia di fronte a tutta italia, all'uomo che voleva dargli lezioni di amore, vita, morale... Ha risposto con un pudore a me ignoto. Ha risposto con il silenzio. Quando avrebbe potuto parlare.

Lo ha fatto perchè Beppino Englaro non specula sul dolore degli altri. Non specula nemmeno sul dolore di chi specula sul suo.

Io, non ne sarei stato capace. Io, questo, glielo avrei ricordato.

postato da: tersite31 alle ore 13:58 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, politica, attualita
martedì, febbraio 10, 2009
Un Papa vigliacco
Sono ateo. E Non lo considero un pregio nè un difetto. Una condizione.E Ho rispetto per chi ha fede.
Rispetto i cattolici, come gli altri credenti, e credo che un cattolico debba essere libero di considerare sacro il vincolo matrimoniale e di poterlo non sciogliere.
Rispetto i cattolici, come gli altri credenti, e credo che un cattolico debba essere libero di accettare il fine vita naturale e la sofferenza (se pur il più possibile mitigata) come inesplicabile dono del signore.

Credo inoltre che il Papa e la chiesa abbiano il diritto e il dovere morale di esprimere la propria opinione sull'eutanasia e su tutti gli altri temi relativi alle scelte individuali delle persone.
Credo che abbiano il dovere morale di farlo.
Credo che abbiano il dovere morale di diffondere il cristianesimo e i suoi valori nella società.

Ma credo che un testimone di Geova debba potere essere libero (come è) di non sottoporsi a trasfusioni.
Credo che ognuno debba essere libero di scegliere quale credo professare e seguirne la dottrina; poterlo praticare.
Credo però in uno stato laico in cui le leggi servano a regolare la convivenza e in cui lo stato abbia come confine la libertà di scelta individuale.

Non imporrei mai per legge una trasfusione a un testimone di Geova, l'eutanasia o il divorzio a un cattolico, di mangiare carne di maiale a un musulmano.
Non vieterei mai un comportamento individuale (se non lesivo di altri) per legge.

Credevo, sulla base delle mie reminiscenze dal catechismo che l'evangelizzazione fosse innanzitutto una faticolsa opera di quotidiana testimonianza fatta di atti e di parole. Che lo spirito santo fosse sceso sugli apostoli per infondere il coraggio di questa testimonianza e per dare la forza della diffusione del messaggio cristiano.

Ma questo Papa violento e ipocrita non vuole fare fatica.
E' faticoso quotidianamente combattere con modelli culturali che impongono valori alternativi. Troppo faticoso.
E' troppo faticoso lavorare perchè si sviluppi una coscienza in tutti i cristiani affinchè non divorzino e siano modello per gli altri.
E' troppo faticoso lavorare perchè si sviluppi una coscienza in tutti i cristiani affinchè rifiutino l'eutanasia e siano modello per gli altri.
E' troppo faticoso lavorare perchè si sviluppi una coscienza in tutti i cristiani affinchè rifiutino fecondazioni eterologhe e siano modello per gli altri.

Si fa meno fatica a pretendere con inaudita violenza verbale una legge. Poi se qualcuno la viola (silenziosamente) chi se ne frega.
La coscienza è a posto. a costo zero. Da vigliacco.
postato da: tersite31 alle ore 00:04 | Link | commenti (2)
categoria:
venerdì, febbraio 06, 2009

Marketing

Come ti trasformo un libro che non ha venduto un cazzo in un best-seller!

postato da: tersite31 alle ore 22:06 | Link | commenti (6)
categoria:attualita
martedì, febbraio 03, 2009

AIUTOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!

Sono d'accordo!

Sono d'accordo!

Sono d'accordo!

Sono d'accordo!

Sono d'accordo!

Sono d'accordo!

E, in più... 5 dichiarazioni, 0 'ma anche'!!

postato da: tersite31 alle ore 16:59 | Link | commenti (3)
categoria:attualita

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