Dedicata a un giovane amico...
Da Lorenzo Li calzi - Il privilegio di essere un Guru (Pg. 24-26) fattomi conoscere da un'amica capace di autocritica!
"Tra tutte le donne, le uniche che mi hanno dato dei seri problemi sono le nuove emancipate. Io amo le donne che controllo, e le nuove emancipate tendono a sfuggirmi. Sono indipendenti, intraprendenti, determinate, ma soprattutto sospettose, non si fidano, partono dal presupposto che l'uomo è immaturo, inaffidabile, bugiardo, ma soprattutto bastardo.
Hanno visto i loro padri, deboli e spaesati, perdere a uno a uno tutti i privilegi che l’Homo Erectus si era faticosamente conquistato andando a caccia tutti i giorni, hanno assistito, ancora bambine, alla frustrazione, alla ribellione, alla separazione delle loro madri, e quelle sono esperienze che lasciano il segno.
Così basta un nonnulla,una battuta infelice (…) che le deludi, ti gelano con un ‘pensavo che fossi diverso’, si alzano se ne vanno, e tu rimani lì come uno scemo col bicchiere in mano a girare il ghiaccio col dito.
A letto non hanno problemi, ma li fanno venire a te. Conosco uomini che non si sono più ripresi, ne sono usciti a pezzi, paralizzati dall'ansia di prestazione. Orgasmo clitorideo, vaginale, multiplo, non se ne vogliono perdere uno. A loro interessano principalmente due cose: la durata e la creatività (le nuove emancipate, a malincuore, sono costrette a dichiarare che le dimensioni del pene non contano). Da quando quel fanatico di Sting ha messo in giro la leggenda metropolitana che fa l'amore per sei ore, se tu ci metti meno ti dicono che sei un eiaculatore precoce.
Devi essere sempre un amante diverso: un esperto preliminarista, ma talvolta un rude violentatore, un poetico sussurratore, ma ogni tanto un volgare insultatore, uno sperimentatore, ma anche uno scopatore classico. Altro che la tranquillizzante sveltina dei nostri padri o l'irripetibile colpo unico dei nostri nonni.
Ovviamente per le nuove emancipate il sesso è solo la base imprescindibile di un rapporto soddisfacente, (…) prerequisito indispensabile è essere bello e impossibile, cioè devi avere il fisico ma anche un po' di pancetta perché ultimamente qualcuna sembra gradire, non necessariamente giovane ma atletico e in perfetta forma, e poi devi essere enigmatico e trasparente, tenebroso e solare, astuto e ingenuo, di tanto in tanto melanconico e meditabondo, più spesso ironico e brillante.
Devi saper ascoltare e dire il giusto, farti i cazzi tuoi ma fino a un certo punto, essere originale nelle idee, alternativo nelle scelte, sicuro nelle decisioni. Naturalmente profondo, intuitivo come lo sa essere un uomo speciale e sensibile come una donna normale.
Devi essere un po' uomo e un po' bambino, duro come il diamante che pretendono in regalo, tenero come il cucciolo che dovresti fargli trovare sotto l'albero a Natale. Attento alle problematiche femminili ma senza esagerare. Assente e presente al tempo stesso, a volte inaccessibile come la parete ovest della Annapurna, preso come sei a decidere il volo con il quale partire, altre volte, quasi sempre cioè, complice e amico, il loro miglior amico.
Devi essere intellettuale, che se ti chiedono dell'esistenzialismo di Sartre glielo devi saper dire, e pratico, che se si rompe qualcosa in casa la devi saper aggiustare. Va da sé che non puoi prescindere dall'aver preso contatto con la parte femminile che è in te, non troppo però, perché le nuove emancipate vogliono innanzitutto l'uomo vero. Ho visto poveri cristi leggersi tutta la collezione di Harmony piangendo a ogni pagina, altri inseguire farfalle sui prati saltellando come la vispa Teresa, altre ancora lavorare per ore all'uncinetto e poi discuterne con competenza con le loro donne. E poi ritrovarsi cornuti e mazziati da un minatore di Iglesias che puzzava di mirto e di carbone, che non diceva una parola e menava pure. Però scopava.
Insomma deve essere all'altezza, in tutti i campi dello scibile umano, e non è facile esserlo, direi quasi per definizione, essendo un uomo.
Ah! Dimenticavoo: essere ricco potente non è indispensabile ma se lo sei è meglio, non perché lo sei, dicono mentendo, ma perché lo sei diventato".




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